FASCINATION WITH NATURE
British Museum
London
Fino al 27 settembre 2008


Una stanza di dimensioni contenute e luce soffusa ospita sete e carte dipinte da artisti cinesi con fiori, insetti e uccelli. Apparentemente omogenee e con gli stessi motivi ripetuti, in realtà diverse nella loro singolare unicità, ciascuna con un proprio significato, scoperto o nascosto. Ogni fiore, ogni elemento presente nei dipinti reca un messaggio.

Il motivo principe è il bambù, pianta che cresce rigogliosa in Cina e tradizionalmente apprezzata per la sua versatilità come materiale da costruzione e per le sue forme, esili e maestose. Il bambù nelle decorazioni simboleggia integrità morale e rettitudine – questa erba di enormi dimensioni si piega durante le tempeste, ma non si spezza.


Dal rotolo di seta Bamboo and Birds, datata 1618-1690, ho scoperto che i pittori di alto livello si specializzavano, in Cina, nella pittura di due, tre soggetti, o anche di uno solo. L'iscrizione sulla seta infatti dice che il disegno e' opera di due maestri: Zhu Sheng ha dipinto il bambù, le orchidee e le rocce mentre l'artista chiamato Dai, gli uccellini dalla testa rossi.


L'elemento simbolico nella pittura cinese è radicato a tal punto che alcuni artisti cinesi del Novecento sono tornati ai soggetti tradizionali e alla ricca simbologia che li accompagna, sperimentando tecniche e formati inedite. Ma anche i riferimenti sono stati rinnovati e se in passato i significati nascosti erano benaugurati, nel XX secolo spesso fiori frutti e insetti sottintendevano un messaggio politico.

E così anche innocenti passerotti come quelli di Huang Miazoi, Sparrows in snow, attraverso la poesia che accompagna il quadro, si traducono in un ammonimento socio-politico "il vento cambia spesso il tempo improvvisamente/ma non bisogna preoccuparsi".

Not to miss: Autumn Lotus Pond, di Yang Yanping (n. 1934). I fiori sono di un viola spento, sporco di nero e rosso ferroso, su uno sfondo grigio, timidamente lilla. Le tinte tenui ma profonde sono rese attraverso una tecnica complessa che vede il colore filtrare dal retro del foglio oppure steso con della carta stropicciata.


Quando
Fino al 27 settembre 2008

Dove
British Museum
London

Admission

Free


ANGEL ART MARKET
tutti i wekend
Angel - London


Scoperto un po' per caso (mi ha offerto riparo dall'acquazzone fuori dalla stazione di Angel), l'Angel Art Market e' un mercatino a ricorrenza settimanale dove artisti sempre diversi espongono e mettono in vendita i propri lavori.

A parte l'ingresso sotto un improvvisato tendone di plastica, l'Angel Art Market si presenta rustico ma accogliente. Sotto i piedi un parquet poco levigato e attorno nessun arredo se non le opere stesse, affastellate sugli stands, appese ai muri o in mostra su mensole precarie. Tutto a ritmo di una musica di terre lontane, un po' samba un po' caraibica che riscalda l'atmosfera e porta un raggio di sole anche nella bagnatissima Londra.


Il linea con il pianoterra, il loft al piano superiore e' scarno e spartano, con una parete divisoria un po' posticcia che taglia in due la stanza con poco convincimento e senza arrivare al soffitto. Grappoli di stands con oggetti colorati lo costeggiano e riempendo dove e' spoglio.


All'Angel Art Market si espongono lavori di fotografi e pittori, stampe e gioielli, tessuti, vetri e ceramiche. Lo scorso weekend c'erano le coloratissime stampe di Ben Quail, in cui immagini, parole e macchie di colore si accavallavano e giustapponevano. E poi le telerie e i cuscini (sia pillows, da letto che cushion, da divano) di Julie Kouamo, con un gusto spiccato per le combinazioni di colori e di fantasie.

Un angolino era dedicato a collane, anelli e altri deliziosi gingilli di metallo, legno o ceramica. In questa sezione ho visto anche delle collane veramente eye-catching fatte di pelle ritagliata in forme cirolari poi unite insieme, come a formare un medaglione. Peccato che non ci fossero biglietti da visita o cartoline sullo stand di quella ragazza mora.


Poi svoltato l'angolo, una rivelazione! le ceramiche, i cuscini e tessuti montati come quadri su suppporti in legno e appesi al muro di Nadia Sparham. Con stampe, applicazioni e rifiniture fatte a mano. Piccoli alberi neri stilizzati con accanto un uccellino nero su uno sfondo bianco ceramica. Tazze da caffe' con lo stesso motivo del piattino che li accompagna. Mugs semplici eppure non ordinarie che non ciedevano altro che acqua bollente e una bustina di tea.

Le tazze le ho lasciate, insieme ai cuscini e ad una collana color rosa tulipano. E ho sbagliato. Ma i contatti li ho tenuti.

Not to miss: le cartoline umane troppo umane di Simon che pungono con il sorriso.



Quando
Ogni sabato & domenica da Aprile
orario 11 - 18

Dove
Candid Galleries
Torrens Street
Angel
London EC1V 1NQ

Admission
Free


ANDY WARHOL –THE NEW FACTORY
16 marzo – 6 luglio

Fondazione Magnani Rocca
Mamiano di Traversetolo
Parma

Andrew Warhola, più noto come Andy Warhol è ospitato ora e per le prossime settime settimane alla Fondazione Magnani Rocca. Camminando tra le sale austere dell'esposizione permanente della Fondazione, è il canto delle sirene - Velvet Underground & Nico - a condurti all'interno di un mondo parallelo, illuminato di rosa pop.

Andy Warhol è una di quelle figure che ammiro sinceramente. Mi piacciono di lui i suoi umili natali e il fatto che non abbia rinunciato a seguire la sua cometa nonostante l'estrema ristrettezza di mezzi e la malattia che da bambino lo costrinse a letto per lunghi periodi. Mi piace che abbia continuato a credere nella sua idea demistificatrice di arte e del concetto di “pezzo unico”, considerando l’arte un prodotto, anche quando critici importanti lo definivano uno zero assoluto. Adoro la sua creatività divertente, ironica e irriverente e la versatile facilità con cui riusciva a passare dai libri di ricette impossibili, Wild Raspberries 1959, disegnati come se fossero illustrazioni per bambini, con torte giganti dai colori pastello e un breve testo, la ricetta, a lato. Apparentemente molto poco Warhol. Tutto cambia improvvisamente quando quasi per caso gli occhi si soffermano sulla ricetta, e dopo uno primo sguardo disorientato si ride del testo, assolutamente delirante ("prendete una base per sponge cake vecchia di tre settimane..").


Alcune delle opere di Warhol sono state realizzate in serigrafia con colori sgargianti, anche a dispetto del loro contenuto, spesso proveniente dal notizie di cronaca. La serie di serigrafie intitolata Electric Chair (1971) nacque dall’annuncio della pena capitale inflitta ai coniugi comunisti Julius ed Ethel Rosenberg, accusati di spionaggio a favore dell’Unione Sovietica. Questo caso colpì e spaccò l’opinione pubblica americana e mobilitò intellettuali e artisti comunisti da tutto il mondo. Warhol fu scosso dalla brutalità dell’evento e anche se l’esecuzione ebbe luogo nel 1953, lui continuò a lavorarci negli anni successivi, fino a creare questa serie serigrafica con una sedia elettrica che troneggia nella sala delle esecuzioni, vuota, di Sing Sing. Il risultato è un’opera tagliente, dai colori lividi eppure vistosi, tanto vistosi da diventare una visione scomoda, fastidiosa.


Oltre alla cronaca, anche la vita di ogni giorno, fatta di prodotti di massa che entravano nelle case degli americani, offrivano spunti interessanti. Pare che la serie dei dipinti che lo consacrarono, quelli della Campbell's Soup, fosse nata da un suggerimento apparentemente banale di un amico – perché non dipingi ciò che più ami?. E lui lo prese alla lettera consegnando all’immortalità una zuppa in lattina, che a detta sua aveva costituito il suo pranzo per la maggior parte della sua vita.


Ancora, nella mostra lunghe pareti espongono le serigrafie dei volti noti di una o due generazioni di star di Hollywood. Con colori flashanti si succedono, solo per citarne alcuni, Liz Taylor, Elvis Presley, John Lennon, Mao Zedong, Mick Jagger, Marilyn Monroe realizzato un mese dopo la notizia del suo suicidio.


E poi, nel periodo della Factory di New York (1963-68) prolifico regista di film (in quei cinque anni realizzò più di sessanta film), sempre arditi, spesso scandalosi, di sicuro innovativi.

E' stato definito "the mirror of our times” per i soggetti che sceglieva di trasformare in opere d'arte e per l'approccio con cui si poneva nei loro confronti. E a 21 anni dalla sua morte, lo è ancora, anche se forse “our times” di oggi sono meno scanzonati, più crudeli, sicuramente meno colorati.

Not to miss: la serie di album cui Andy Warhol ha curato la copertina, solo per citarne un paio: la celeberrima banana da sbucciare dell’album del Velvet Undergroung and Nico e l’ambiguo primo piano con zip in Sticky Fingers (1971) dei Rolling Stones.


Dove
Fondazione Magnani Rocca
Mamiano di Traversetolo (PR)

Quando

martedì- domenica dalle 10 alle 18
chiuso il lunedì



Admission
Intero £8

studenti in visita £4

FROM RUSSIA
26 gennaio - 18 aprile
London

Gli impressionisti hanno davvero fatto storia. I loro nomi sono pronunciati con ammirazione anche da chi di arte non si intende, ma che rimane folgorato dal giallo dei Girasoli e dalla tenue fragilità delle Ninfee.

Delle influenze che questo movimento rivoluzionario ha generato non solo in Francia ma nel resto del mondo e in questo caso particolare in Russia, si parla davvero poco.Della Russia di inizio secolo si ricorda la Rivoluzione di Febbraio e poi quella d’ Ottobre, il rovesciamento del regime zarista, eventi così formidabili da lasciare poco spazio alle trasformazioni culturali. E invece in Russia tra fine Ottocento-inizio Nove erano in molti a guardare verso Occidente e ai nuovi movimenti artistici, sia con occhi di collezionisti, che di pittori.

I primi sentori di rinnovamento vennero ancora prima, negli anni Sessanta dell’Ottocento, quando un gruppo di artisti di San Pietroburgo decise di emanciparsi dall’Accademia Imperiale d’Arte, fondarono la società poi conosciuta come The Wanderers. Essi rifiutavano i soggetti biblici e mitologici provenienti dall’arte italiana per introdurre piuttosto scene di vita quotidiana e istantanee della società russa loro contemporanea, come Ilya Repin che dipinse October,17 1905 e Leo Tolstoj a piedi nudi.

Trent’anni più tardi i moscoviti Sergei Shchukin e Ivan Morozow costituirono, nel giro di quindici anni, due tra le maggiori collezioni di arte francese. In particolar modo Shchukin divenne il mecenate di Matisse, di cui comprò molte opere e a cui commissionò tele di grandi dimensioni, come La Danza. Dal 1909 questi due musei privati furono aperti al pubblico e gli artisti russi che non avevano la possibilità di formarsi nello spirito parigino potevano comunque conoscere i lavori degli artisti francesi attraverso queste collezioni.

Questa mostra è semplicemente meravigliosa. E non escludo di tornare a rivederla prossimamente. La considero una espoizione eccezionale perché raccoglie autori e opere topograficamente lontani, appartenenti con trascorsi storici differenti, li accosta facendo di ciascuno il testimone di una corrente particolare, senza mai annullarli ma anzi inserendoli all’interno di un disegno culturalmente raffinato. Gauguin, Matisse, Chagall, Van Gogh, Cezanne, Corot, Repin, Mashkov, Altman, Golovin, sono tutti qui.

Not to miss: Ida Rubinstein la famosa ballerina russa che aveva calcato le scene con la compagnia Ballets Russes di Diaghilev, qui ritratta da Valentin Serov in un nudo di spalle. Il volto girato per tre quarti, il corpo flessuoso e spigoloso allo stesso tempo. Lo sguardo intenso e concentrato come se fosse di scena.


CAMDEN TOWN GROUP
13 Febbraio - 5 Maggio
Tate Britain
London

Il Camden Town Group nacque nel 1911 e si sviluppò in un momento intenso della storia inglese. Il nuovo secolo portò un'ondata di cambiamenti: a livello sociale con le incontenibili suffragette che richiedevano a gran voce il diritto di voto e la parità dei sessi; nel tessuto urbano con la modernizzazione dei trasporti che, nel giro di pochi anni, cambiò il volto di Londra. Carrozze e trasporti pubblici tirati da cavalli scomparirono rapidamente (nel 1914 c'erano solo 1200 cocchi in tutta Londra) per lasciare posto ai primi autobus, alle automobili e a uno dei simboli della capitale Britannica, la metropolitana.

Gli artisti del Camden Town Group si posero come testimoni di questi cambiamenti e fecero di Londra il teatro dei loro dipinti. I colori sgargianti di una citta' in movimento (Piccadilly Circus, Charles Ginner, 1912), le pennellate dense e compatte richiamano da vicino l'influenza del post impressionismo francese. Di Van Gogh nei colori e nel tratto, di Gauguin nelle tinte della tavolozza, di Degas nella scelta di inquadrature insolite, evidente in Gauguins and Connoisseurs at the Stattford Gallery di Spencer Gore o in The Naked and the Nude di Walter Richard Sickert. In questa tela del 1910 e' ritratta una giovane di cui vediamo il corpo nudo piegato, come se se fosse impegnata in un’attività quotidiana quanto privata, ma non il volto. Il taglio scelto, il soggetto che compare attraverso una porta lasciata aperta come per caso, danno allo spettatore uno spiccato senso voyeuristico.

Questa mostra mi ha divertito, ma non appassionato. Se la ripresa dello stile dei post impressionisti inizialmente mi intrigava, ha finito presto per stancarmi. Mi sembrava che il loro fosse un dipingere alla maniera di, ma senza aggiungere nulla di personale dal punto di vista stilistico. Un po’ come se si trattasse di inglesi travestiti da francesi.

Cambiando prospettiva, tuttavia, le opere del Camden Town Group diventano invece molto interessanti se si guarda a loro come testimoni di un’epoca. Le vedute di Londra immortalate nelle loro tele mostrano una città così diversa da far stringere il cuore e riportare il pensiero ad un passato che, seppur così lontano, è appena dietro l’angolo.


Not to miss: In the Cinema di Malcolm Drummond e i volti dei Londinesi al buio, concentrati sulla pellicola.


Tate Britain
Tube: Pimlico

Orari
Tutti i giorni dalle 10 alle 18




CRANACH
Royal Academy of Arts

London

8 marzo – 8 giugno


Lucas Cranach il Vecchio, insieme a Dürer, è stato una delle maggiori personalità del Rinascimento Tedesco. E io lo trovo assolutamente affascinante.

Saranno i suoi nudi femminili, dai corpi allungati, di una grazia scomoda, poco levigata, tedesca ma al contempo intrigante, come Venus con occhi quasi a mandorla e lo sguardo accattivante. Pericoloso potere seduttore della donna.


I contatti tra i due maestri tedeschi sono provati e i rimandi a Dürer sono evidenti sia nei lavori incisori di Cranach che nei dipinti. L’esempio più noto è la Melancholia a cui entrambi hanno cercato di dare un volto. Cranach ha dato a questo strano turbamento dell’essere le fattezze di una giovane donna e l’ha inserito all’interno della nascente iconografia protestante, rendendolo un’opera a sé stante rispetto al precedente di Dürer. La misura della distanza esistente tra le due opere è data dal gruppo di streghe che irrompono e impazzano nella parte sinistra del quadro spezzando irrimediabilmente la pensosa staticità di spazio e tempo. L’inattività dettata dallo stato melanconico era inaccettabile per lo spirito protestante che aleggiava della Germania sassone del primo Cinquecento e Cranach, amico personale di Lutero e seguace della nuova fede, espresse in modo inequivocabile questa condanna.

Di Cranach mi affascina la lealtà dimostrata all’Elettore di Sassonia, suo mecenate, seguito nell’esilio e al contempo l’indipendenza spregiudicata della sua professione. Il suo legame personale con Lutero, suggellato anche da atti formali- il pittore fu il testimone di nozze del riformatore tedesco e padrino del suo primo figlio- non gli impedì di accettare commissioni dal maggiore antagonista di Lutero, il cardinale Albrecht di Brandenburgo, il più importante uomo di Chiesa del Sacro Romano Impero, per il quale realizzò una serie di ritratti.

L’opera di Lucas Cranach rimane tuttavia fortemente legata allo spirito della Riforma. Lavorando attivamente alla diffusione dei suoi temi e soggetti, diede una forte spinta alla creazione di una vera e propria iconografia per questa fede di rottura, il cui rapporto ambiguo con l’arte correva sul filo dell’iconoclastia. Alcuni dei suoi dipinti erano a sfondo moraleggiante, ma privi di pesantezza e anzi ricchi di quella ventata di rinnovamento che la Riforma aveva portato in tutta Europa. A sostegno del credo luterano Cranach dipinse il grottesco in una serie di quadri sui matrimoni male assortiti, e la duplicità della donna vista come esempio di fedeltà assoluta, come Lucrezia o come diavolo tentatore, come la Venus riccamente agghindata a cui accennavo prima.


La figura di questo pittore è ricca e interessante nel panorama del Cinquecento tedesco, di Wittemberg epicentro della Riforma ma non solo. La fama della sue abilità come ritrattista varcò le soglie della corte e si diffuse rapidamente in tutta la Germania.


Assolutamente meravigliosi i paesaggi che fanno da sfondo a molti suoi dipinti. Ricordano Dürer e i fiamminghi per la ricchezza di particolari, senza però risultare una mera somma di dettagli, ma mantenendo una visione d’insieme e un equilibrio da maestro.

Not to miss: 1526, Adamo ed Eva, lei che con una mano abbassa il ramo e con l'altra porge il frutto proibito, guardando Adamo con uno sguardo seducente, lui con una mano sulla mela, con l'altra posata sulla testa, incerto. Si vorrebbe fidare della sua compagna ma allo stesso tempo il sentore di pericolo è forte. E sappiamo tutti come andò a finire.

Curiosità: Il quadro Cupido che si lamenta con Venere faceva parte della collezione privata di Hitler. Ora la National Gallery ha lanciato un appello a chiunque abbia informazioni per ricostruire la storia e la proprietà dell'opera.


Royal Academy of Arts
Burlington House
Piccadilly
London W1J 0BD

Orari
Tutti i giorni dalle10 alle 18
Venerdì dale 10 alle 22


TUTTI PAZZI PER BANKSY
fino al 29 marzo
The Andipa Gallery
London


Chi lo sa che faccia ha, chissà chi è, tutti sanno che sia chiama..Banksy. Lui, che segna le strade di Londra, Bristol, New York e Sidney con graffiti dai tratti fini, realizzati con stencil di grandi dimensioni. I lavori di Banksy sono acute satire a sfondo politico (è anti-bellico e anti-capitalista), culturale ed etico.

Spesso ritrae poliziotti (persi in un appassionato bacio omosessuale, terrificanti mentre con uno smiley al posto del viso, sotto il casco, brandiscono un manganello e si fanno avanti quasi pregustassero il gusto dell’assalto) e soldati in guerra. Vederseli di fronte fotografati in un’ immagine di ordinaria violenza, anche solo accennata dai tratti crudi ed essenziali di stencil e bomboletta, fa davvero balzare agli occhi l’inutilità di quelle morti e quel sangue. E’ curioso come siamo ormai completamente anestetizzati di fronte ad immagini di brutalità inaudita passate alla televisione, mentre ancora ci fanno venire i brividi le stesse scene, solo presentate in un altro modo e magari viste in una galleria piuttosto che al solito telegiornale.

Anche ratti e il mondo animale (un elefante che trasporta una bomba sulla schiena), trovano spazio nei suoi graffiti. E bambini che se a volte sembrano trionfare sulla morte e sulle armi, altre sembrano solo spaesati, troppo piccoli per agire e non subire i giochi dei grandi. Alcune immagini sono accompagnate da una frase, ma la maggior parte esprimono il proprio messaggio nel linguaggio non-verbale, crudo e insieme ironico di Banksy.

Il successo che le sue opere hanno avuto e’ stato enorme, e ora sono contese e vendute in aste milionarie. Addirittura, nel febbraio 2007, avendo messo in vendita una casa sul cui muro era passato Banksy, ed essendo venuti a conoscenza dell’intenzione dei nuovi proprietari di rimuovere I murali, una coppia di Bristol ha girato l’offerta d’acquisto ad una galleria d’arte. Il pezzo e’ stato venduto come un murale con una casa attaccata.

The Andipa Gallery espone in questi giorni i suoi lavori anche lei, curiosamente, nelle sue due sedi, al 19 e al 162 di Walton Street, a Chelsea (con file chilometriche e buttafuori!). Pare che Banksy non gradisca molto iniziative del genere. A questo proposito riporto le sue parole che oltre alla sua opinione a riguardo danno un’idea della sua personalità critica.
What's with all the gallery shows?
None of the print and painting exhibitions in proper art galleries are anything to do with me, it's all stuff they bought previously. I only ever mount shows in warehouses or war zones or places full of live animals (I'm aware the pictures don't stand up on their own).


Not to miss: Mickey Mouse e McDonald mostri sorridenti che tengono per mano Phan Thi Kim Phúc, la bambina vietnamita protagonista di Vietnam Napalm foto di Nick Ut, vincitrice del Pulitzer 1972.


The Andipa Gallery

19 e 162 Walton Street
London SW3 2JL
Tube

Orari
lunedì - sabato dalle 11 alle 18
Chiuso la domenica

Ingresso
Gratuito